domenica 20 dicembre 2015

Buone Feste

Un post breve breve con un paio di scatti di questa mattina, e anche per augurare a tutti voi buone feste e felice anno nuovo!
Stefano






mercoledì 28 ottobre 2015

ancora Kenko, vari test sul campo.

A parte il lungo periodo di fermo a cui sono stato costretto, appena trovata una mattinata libera ne ho subito approfittato.
 Ovviamente l'utilizzo del Kenko HD 1.4x è stato messo al primo posto, e solo in configurazione 500mm. Non ha infatti senso moltiplicare il modulo 350 per ottenerne circa 500...



Dalle prove effettuate ho potuto notare che la definizione ottimale si ottiene a f/8, ma che regala davvero ottime immagini ben contrastate. La definizione rimane altissima, nonostante si stia lavorando a 700mm reali, è davvero un piacere scattare in questa configurazione. I tempi di scatto si allungano e gli ISO si alzano, ma tutto dipende dalla quantità di luce che arriva.




I colori non subiscono perdite, solo in determinate condizioni di luce si ha una leggera perdita di contrasto facilmente recuperabile in post produzione. Sullo sfocato invece, il classico cerchietto tondo diventa un piccolo bagliore, si nota molto sui riflessi dell'acqua in presenza di forte luce. Nel caso che il soggetto lo permetta, si può valutare se usarlo o meno.




Nella foto sopra, un passaggio "veloce" di una folaga ha portato a far muovere il tuffetto in avanti, una frazione di secondo fotografata per caso. Si notano i bagliori sull'acqua. 




La messa a fuoco con la Sony Alpha 6000 rimane semplice grazie al focus peaking e all'ingrandimento 11x in oculare, quest'ultima facile da attivare al momento e che aumenta la precisione di messa a fuoco quando il soggetto lo permette. 
Un buon connubio quindi, quello del Kowa Telephoto Lens ed il nuovo Kenko con attacco Canon, tanto da lasciarlo praticamente montato sul modulo 500mm. Vi lascio agli altri scatti, buona visione.







sabato 27 giugno 2015

spingendo un po più lontano... Kenko Teleplus 1.4x DGX HD

Avendo già da tempo deciso di spremere ancora un po il Kowa senza ricorrere al modulo da 850mm f/9.6 proprietario, ho continuato a tenere d'occhio i moltiplicatori di focale e le varie recensioni. Deciso di non andare oltre gli 1.4x per non chiudere troppo la luce, ho approfittato dell'occasione di poter provare l'appena nato Kenko Teleplus 1.4X DGX versione HD, specifico per innesto Canon EF e EF-S e che garantisce maggiore qualità e definizione.
(Nel momento in cui scrivo questo post il moltiplicatore in questione non è ancora in vendita in Italia, quello in test è attualmente in vendita in Giappone).

Aggiornamento: è ora possibile acquistare questo prodotto qui:



Facendo un giro sul sito Kenko si possono trovare molte informazioni a riguardo, ne riporto una parte fornita dalla casa: 

The HD DGX 1.4X converters have genuine Gate Array IC (Integrated Circuitry). This means the converter's unique circuitry maintains signal integrity between the camera body and lens. The 3~5-element design made with high quality multi-coated optical glass supplied by Hoya Corporation, the world's largest manufacturer of optical glass.

Lens performance has been improved dramatically as compared to the MC4 and MC7 models. The improvement in resolution is especially marked, 180% respectively in comparison to the current models.



A quanto viene descritto, sembra essere niente male...

Il mio unico test in Auto Focus è stato eseguito con Canon550D + Tamron 17-50mm f/2.8, in questo caso non ho notato differenze di messa a fuoco ma il diaframma mostra un'apertura minima f/4, tuttavia lascio fare questi test ai molti altri siti specializzati. 

Il mio test è eseguito solo in Manual Focus su obiettivo Kowa in configurazione 500mm f/5.6 e Sony A6000, spingendolo a 700mm per un teorico f/7.8.




Nella confezione c'è oltre al moltiplicatore anche una comoda sacca per contenerlo. L'oggetto da una buona impressione di robustezza, ma nell'utilizzo che ne faccio io l'unico peso che deve sopportare è quello della A6000 quindi non mi preoccupo affatto. Sul bordo del lato obiettivo si notano entrambi i riferimenti cerchio-rosso (per le EF) e quadrato-bianco (EF-S), soltanto rosso nel lato rivolto verso la fotocamera. L'innesto è duro, bisogna forzare un po, ma forse è solo questione di "rodaggio" e comunque non mi dispiace affatto.


Gli scatti sono stati eseguiti presso l'Oasi di Noale, con il sole già alto a destra. I due scatti che seguono sono ottenuti dai file RAW e ridotti a 1000x667 senza alcun ritocco e qualità 100% di compressione, per cercare di mostrare le differenze dirette. Il tutto su cavalletto ma con una leggera presenza di vento, autoscatto a 2sec. I tempi sono un po lunghi (circa 1/100sec ISO400) vista la focale ottenuta, ma ho eseguito più scatti prendendo in considerazione solo quelli migliori.
Per fortuna le libellule sono insetti che permettono di lavorare con un po di calma, dando il tempo di inserire il moltiplicatore. 

500mm f/8 1/80sec ISO160



Kowa 500mm + KENKO 1.4x DGX HD  1/100sec ISO400




Non sono rimasto molto per fare altri scatti. Un Martin Pescatore è venuto a farsi fare qualche foto, ma proprio contro luce (consigliato il primo capanno a Noale solo nel pomeriggio!) e qualche altro scatto di prova a soggetti di passaggio.
Concludendo, sono davvero molto soddisfatto del nuovo Kenko 1.4X DGX HD, è stata una bella sorpresa. Oltre ad un suo normale utilizzo con la Canon, mi ha permesso di spingere un po più lontano il Kowa mantenendo una più che buona qualità. La sua compattezza e leggerezza non disturba mai e trova sempre posto in borsa. Ora sarei curioso di sapere come lavora sul vecchio Celestron...
a presto.










lunedì 1 giugno 2015

Via la polvere dal Celestron C5

Ogni tanto mi piace rispolverare i vecchi scatti, ci si rende conto dell'esperienza accumulata, degli errori e delle soluzioni trovate. Ricordo quando passai dal catadiottrico alla lente, il mitico Baader Scopos. Facendo questo passaggio mi resi subito conto della differenza di dettaglio delle foto e questo mi fece accantonare il Celestron per un bel po. Ma ovviamente si trattava di due ottiche completamente diverse, la differente lunghezza focale (400mm vs 1250mm) e apertura (f/6 vs f/10) mi dava modo di lavorare meglio, ma questo non significava che il buon Celestron non sapeva fare il suo lavoro. Considerando il rapporto qualità/prezzo, il C5 è fantastico.
E così nei giorni scorsi ho riaperto la valigetta e ho provato a fare qualche scatto con la Sony a6000, fotocamera che mi da un ottimo ausilio con il manual focus grazie alle comodissime funzioni di focus peaking e zoom 11x direttamente nel mirino, riducendo drasticamente i tempi di regolazione per lo scatto. 

Passero, Celestron C5+Sony A6000, distanza oltre 15 metri, leggero crop

Le giuste condizioni di luce ed una buona collimazione sono elementi indispensabili, si sa. Importante avere anche un buon cavalletto stabile per ridurre al minimo le vibrazioni, ma alla fine le soddisfazioni ci sono eccome.
Una delle cose più importanti di un sistema catadiottrico è l'assenza di aberrazioni cromatiche che si hanno con le lenti, ma di contro ha uno sfocato a "rondelle", tanto odiato da molti. Francamente credo che dipenda molto dalla foto, in quella sopra dove lo sfondo è omogeneo, non si presenta questo effetto particolare, ma anche in quelle a seguire non disturba affatto.

Tortora, C5+Sony A6000, oltre 10 metri, crop verticale
Non vi nascondo il gran divertimento che provo nel lavorare con questo sistema, un sistema estremo senz'altro, utilizzabile solo in certe occasioni, ma che permette di fare delle foto che altrimenti richiederebbero ottiche moltiplicate e costose. 
Ripeto, e questo è importante, si parla di rapporto qualità/prezzo. 
Sono contento di non aver venduto il C5. Leggero e dall'ingombro contenuto, permette ottimi scatti a distanza senza disturbare troppo il soggetto, lo porterò più spesso nelle mie prossime uscite.






















Gli scatti a seguire sono presenti anche in vecchi post di qualche anno fa, hanno solo subito una nuova postproduzione al computer e li ripropongo sotto nuova veste. Buona visione.

Luì Piccolo, C5+Canon550D, oltre 10 metri, no crop


Api e fiori, C5 + Canon550D, distanza di messa a fuoco minima circa 5 metri no crop
Lui piccolo, C5 + Canon550D, oltre 10 metri no crop
Aironi Cenerini, preparazione del nido. C5+Canon550D, Distanza circa 70 metri (google Earth), da una sponda all'altra del laghetto Oasi di Gaggio, capanno Airone. No crop.

Nitticora, C5+Canon550D, Distanza circa 80 metri (google Earth), da una sponda all'altra
del laghetto all'Oasi di Gaggio, capanno Airone. Presenza di vapore acqueo. No crop.

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lunedì 25 maggio 2015

di notte e di giorno

La luna è sempre un gran bel vedere. Affascinante, si lascia ammirare senza mai stancare. 
Ieri pomeriggio il cielo era particolarmente azzurro e pulito, e verso le 17.30 lei era già li bella alta. Ho voluto approfittarne per fare qualche scatto di prova con la configurazione Kowa-Baader Zoom-Canon S120 per vedere cosa ne potevo ricavare, ed ecco il risultato:


Zoom 16mm (30x) e diaframma f/8;lunghezza focale 65mm (@35mm eq.), f/4.5, ISO100, 1/160sec. 

La luna rimane sempre un bel fotografare, anche di giorno. Purtroppo le condizioni atmosferiche sono spesso difficili in città. Chissà che un giorno non mi decida di fare un giro in montagna...


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domenica 10 maggio 2015

a volte basta poco per fare la differenza

Dedicare del tempo ad una passione non è facile, se gli impegni sono tanti. Ma appena si trova del tempo, ecco che l'entusiasmo esce fuori di nuovo... Ho iniziato con il digiscoping, lo trovo troppo affascinante, gli esperimenti, la ricerca della qualità acquisendo esperienza con gli innumerevoli tentativi e sbagli. Ma anche soddisfazioni. Magari soltanto una su 100, ma sufficiente per continuare ad amare questa tecnica.
Avendo a disposizione un bel po di tempo "forzato", ho voluto fare altre prove e qualche piccolo commento sulla Canon S120.
L'abbinamento attuale è composto da Kowa 556, adattatore innesto 1.25", diagonale a specchio 90 gradi, Baader Hyperion Zoom 8-24 e Canon S120. 

La parte più difficile è l'allineamento delle ottiche, ma anche del diagonale nell'adattatore: il peso applicato ad esso non è poco e se le viti non vengono strette subito bene, potrebbe creare un piccolo angolo che fa perdere subito dettaglio.

Poi ho dovuto fare i conti con i compromessi tra zoom dell'oculare e della camera, cercando la migliore qualità con minore perdita di luce. Ma per questo sono bastate un pò di prove, evitando gli estremi delle loro escursioni. Farò dei test più avanti a riguardo.

L'adattatore attualmente usato è davvero ben fatto ma io sto cercando di realizzarne uno che colleghi la fotocamera direttamente all'oculare senza passare per altre parti mobili, cioè rendere tutto più semplice e funzionale possibile.

Lo specchio, rispetto al prisma, ha una qualità nettamente superiore, il fatto che l'immagine sia ribaltata in orizzontale non è un problema e basta un po di pratica per poter inseguire il soggetto senza errori.

La Canon S120 nasce con molte funzioni davvero interessanti per il digiscoping. Molto utile secondo me la funzione scatto dal touch screen che, data la sua sensibilità (regolabile), permette una notevole riduzione del micromosso: basta infatti sfiorare lo schermo nel punto in cui si vuole mettere a fuoco e rilasciando si ottiene la foto. Premendo invece sul pulsante classico, si è costretti ad applicare molta più pressione. 

Deludente invece la durata della batteria, questo a causa del DIGIC 6 impiegato nel suo interno. Il problema si verifica soprattutto nei video, dove il processore ha davvero bisogno di corrente, e la piccola batteria mostra i suoi limiti.
E' tuttavia sufficiente fare una piccola scorta di batterie acquistabili in rete per potersi garantire un buon margine di tempo di lavoro.


Una volta abbinato il tutto nel giusto modo, i risultati sono sorprendenti. 
Rispetto ai vecchi esperimenti fatti in passato, mi sento di dover ammettere di aver sottovalutato fattori importanti come il corretto allineamento e la funzionalità del prisma, che hanno ridotto notevolmente la qualità. A volte basta molto poco, in gradi e millimetri intendo....
Lenti pulite è un altro fattore importante, i granelli di polvere potrebbe creare piccoli aloni sulla foto, ma comunque eliminabili in post produzione. 

4-5 metri distanza


Sono contento di non aver abbandonato questa tecnica che spero di poter testare al più presto "sul campo". Ma soprattutto sono contento di non aver perso interesse in tutto quello che è sperimentare e ricercare: credo che sia una parte fondamentale dello spirito di chi pratica digiscoping e che è al di "fuori dalla massa". Chi vuole praticare il digiscoping deve essere infatti un pò controcorrente e tanto curioso.

distanza 5-6 metri


8-10 metri, no crop, zona in ombra. 


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lunedì 9 febbraio 2015

gocce di digiscoping

Dopo il test pubblicato tempo fa, dove facevo un confronto tra digiscoping e  fuoco diretto, avevo praticamente messo nel cassetto tutto quello che riguardava questa tecnica: oculari, adattatori, preghiere.....poi, con l'acquisto della S120, la voglia di sperimentare si è riaccesa rapidamente. E' una buona macchina, processore Digic6, touch screen, RAW, raffica veloce. Solo alcune delle caratteristiche che tornano utilissime nel digiscoping. 
Innanzitutto c'è da dire che rispetto al test pubblicato in passato ( QUI ), dove ho utilizzato un economico diagonale a prisma, questa volta ho usato un diagonale 90 gradi a specchio. Il prisma mostra l'immagine corretta, lo specchio la mostra rovesciata in orizzontale, ma quest'ultimo non comporta una perdita di qualità che un prisma, per quanto curato, comunque impone. Anche sostituendolo con un prisma Baader non ha portato nessun beneficio, nella configurazione artigianale con il Kowa lo specchio rimane la migliore scelta. Sono certo che il prisma Kowa potrebbe sopperire facilmente a questa differenza, ma ad un costo superiore ai 500 euro..... (da dire però che il Baader da ottimi risultati se usato con il Celestron C5).

Cinciarella, Kowa TP556+Baader Zoom III+Canon S120, 1/100sec, f3.5, ISO 80, distanza circa 5 metri

 Ho allestito il tutto ed ho aspettato l'arrivo di qualche cincia sul  posatoio, ma non ho dovuto attendere poi tanto, trovare cibo facile aiuta la vita! La messa a fuoco è semplicissima, le impostazioni della macchina permettono una messa a fuoco continua, o piu semplicemente si tocca la parte dello schermo dove si vuole regolare la MaF. Dopo un po di scatti prendo confidenza con le regolazioni, ma sono ancora agli inizi...il sistema è ingombrante e l'adattatore che uso è molto pesante, a 90 gradi è scomodo e tutto pesa sul diagonale, ma per ora mi basta per poter fare esperimenti. E i risultati mi sorprendono non poco! Un crop al 100% mostra un dettaglio della cincia fotografata, non posso che ritenermi soddisfatto! ma credo ci sia ancora margine di miglioramento studiando meglio le impostazioni della Canon, regolando diaframmi e tempi. Ottimo re-inizio quindi, ai prossimi scatti!



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