domenica 5 marzo 2023

l'evoluzione del focus

 Nell'ultimo post ho mostrato una foto creata con una serie di scatti, una tecnica usata nella fotografia astronomica che permette di eliminare in gran parte il rumore e l'aberrazione dell'aria.

Nella lunga distanza infatti non fa praticamente differenza avere l'obiettivo più costoso del mondo, perché neanche questo potrà eliminare la distorsione dovuta alla microturbolenza che peggiora drasticamente la qualità dell'immagine finale.

Il seeing quindi (dall'inglese to see) è dipendente dalle condizioni atmosferiche e nell'osservazione terrestre è dipendente anche da fattori ambientali (terreno, acqua ecc.). Prendiamo come esempio l'osservazione di un animale a lunga distanza posizionato dall'altra parte di un piccolo laghetto: il vapore acqueo distruggerà letteralmente il dettaglio dell'immagine, permettendo al massimo una semplice foto documentativa.

L'esperimento che faccio in questo post vuole semplicemente verificare se la tecnica del multiscatto è valida per ottenere una foto con un dettaglio migliore.

Il principio si basa sul fatto che le turbolenze sono casuali (come il rumore ad alti ISO) e non si ripetono mai allo stesso modo, ricombinando quindi un certo numero di scatti otterremo una risultante "aritmentica" più vicina possibile alla realtà.

Ci sono ovviamente delle importanti limitazioni, il primo fra tutti è che l'animale deve restare immobile: esclusi quindi tutti i casi in volo o con animale dal temperamento "nervoso". 

C'è poi il problema dello scatto a raffica veloce che riempe rapidamente il buffer della fotocamera. 

Non è detto però che una raffica più veloce possa portare una migliore qualità, le turbolenze si muovono alla loro velocità e troppi scatti ravvicinati potrebbero aver fotografato la "stessa" turbolenza.

C'è infine il discorso del numero di scatti minimi, diciamo che per ora ho notato differenze evidenti con almeno 20 scatti utilizzabili.

Parlando di turbolenze, esistono condizioni limite dove non mi spingerei, come per esempio un soggetto oltre un tetto in lamiera in piena estate... 

Spero che le prossime uscite mi aiutino a capire qual'è la combinazione ideale di tutti questi elementi.

Vi lascio con due foto a confronto sul mio primo animale ripreso con questa tecnica (ed il più semplice da fotografare perché non si muove mai...): una tartaruga, anzi due, posizionate a 45 metri circa; configurazione Kowa @500mm f/9.6 + Baader 2.25x (circa 1680mm equivalenti in Full Frame); 1/250sec ISO 800. Nel primo scatto troviamo il migliore RAW post prodotto, nel secondo....giudicate voi.



Oasi di Gaggio - Venezia - distanza tra il capanno e (altezza 2 metri circa) ed i due soggetti



migliore scatto singolo in RAW - 1/250s. - f/8 - ISO 800- post produzione e crop




Ricomposizione di 35 scatti e postproduzione - 1/250s. - f/8 - ISO 800

Non è una foto di qualità ma mi sembra che i risultati siano evidenti, considerata la distanza e le condizioni. E' importante specificare che il rumore a 800 ISO è quasi completamente eliminato e anche l'acqua ha ottenuto un effetto seta.

 

Per concludere, vi elenco il software utilizzato: 

P.I.P.P. (planetary imaging pre processor) - per la conversione, crop e stabilizzazione delle foto

Autostakkert - per l'unione delle foto in una TIFF

Registax - opzionale, per elaborare il dettaglio

postproduzione con il vostro software preferito.


Non so se sono i migliori, non so se esistono metodi alternativi più semplici, sono complicati da usare ma gratuiti e per ora sto ottenendo un buon risultato.

Mi piacerebbe fare un tutorial su come usarli, ma sono ancora alla ricerca del giusto compromesso.

Quando usare questa tecnica? in questo blog si parla soltanto di lunga distanza, quindi se ci troviamo in condizioni da non poterci avvicinare ad un soggetto tranquillo come un gufo, un airone o qualsiasi altro che vi venga in mente.

Inoltre non vedo limitazioni per chi fa fotografia con obiettivi standard, se ci provate scrivetemi per sapere come è andata.


Aggiungo un saluto e un grazie ai responsabili dell'Oasi di Gaggio (VE) per il loro lavoro.


Alla prossima!

domenica 19 febbraio 2023

Kowa vs Celestron - non ci avevo ancora pensato?

La realizzazione del duplicatore Canon/Baader del post precedente mi ha permesso di raggiungere una focale del Kowa pari a 500mm x 2.25= 1125mm, non molto distante dai 1250mm del Celestron... ma allora, perché non fare un piccolo confronto? 



Il primo confronto è stato nelle dimensioni, che possiamo considerare all'incirca identiche in lunghezza quando sono senza i paraluce (nella foto il Kowa ha già l'adattatore Canon-Sony, per questo appare più lungo).


Con il paraluce invece le cose cambiano, quello del Kowa è decisamente generoso, inoltre è già innestato il duplicatore per ottenere la focale simile



dimensioni con il paraluce applicato



Il paraluce cel C5 è costituito da due fogli oscuranti incollati tra loro di diametro esatto del telescopio, ma conservandolo nella borsa si è deformato facilmente. 

 Come già spiegato nei post precedenti, usando il C5 con luce diurna ogni accorgimento diventa utile a migliorare l'immagine finale.





Per quanto riguarda il diametro invece, abbiamo due aperture totalmente diverse. Il C5 è un 125mm f/10 di apertura, nel Kowa abbiamo 88mm per una apertura massima di f/5.6 ma che in questo confronto verrà chiuso a f/8 per ottenere il massimo dettaglio possibile.

Per il peso invece, nella configurazione della prima fotografia otteniamo  2,46Kg per il Celestron e 2,13Kg per il Kowa in configurazione 500mm. 







Ho scelto un target situato a 140 metri (google earth). Un errore, data la pessima visibilità di oggi, ho poi fatto una serie di scatti a ISO 100 selezionando i migliori. 


Celestron C5: 1/80sec - 1250mm a 140metri

KowaTP556@500mm+Baader 2.25x: 1/40sec - 1125mm a 140metri

Si può notare una leggera vignettatura nel Celestron, i tempi di scatto sono a suo favore ma se avessi aperto il diaframma del Kowa avrei ottenuto lo stesso valore. Nel dettaglio il Celestron appare leggermente più definito, come si vede nelle foto successive:

CELESTRON C5

KOWA + BAADER 2.25x f/8

il Kowa appare però un pò fuori fuoco ( la parte a destra è più definita del C5), ho fatto certamente qualche errore ma la differenza non è tantissima: infatti parliamo di una distanza notevole, una pessima visibilità e due ottiche tra loro molto diverse. 

Ma la prossima foto è la sorpresa, quello a cui sto lavorando da tempo e che volevo mostrare per ultima:

49 scatti in stacking - KOWA+Baader 2.25 - 100 ISO - 1/40sec

Ho fatto una serie di scatti e li ho riuniti con un software astronomico, ottenedo un'immagine pulita e priva di aberrazioni dovute all'aria. Il dettaglio è molto più elevato e privo di rumore, decisamente un altro livello, e vorrei dedicarci uno dei prossimi post. Ecco che il Kowa restituisce una buona immagine e questo ci mostra quanto sia importante avere una ottima visibilità.

A questo punto, verrebbe da escluderne l'utilizzo faunistico, ma ci sono molti casi in cui l'animale è fermo, immobile, e dato che gli scatti a raffica sono molto veloci bastano un paio di secondi per ottenere più di venti fotografie. Immaginiamo per esempio situazioni a pelo d'acqua o con molto caldo, sono certo che si possa ottenere ottimi risultati. Potete provare a confrontare le tre fotografie, tenendo conto che le prime due sono scatto singolo e l'ultima ben 49 per circa 4 secondi di scatto continuo!

Conclusioni: adoro entrambi queste ottiche e non so mai quale scegliere. Il Kowa è più comodo da trasportare e più robusto ai colpi, ha il diaframma regolabile e lavora anche a focali più corte, ma il Celestron ha un fascino incredibile e quando le condizioni lo permettono, è un piacere usarlo.

Rimando al prossimo post i dettagli del multiscatto, sperando di portare anche qualche cattura faunistica  come esempio. 

Alla prossima, un saluto a tutti.


giovedì 31 marzo 2022

BARLOW BAADER 2,25x come duplicatore di focale Canon DIY

A volte mi annoio. E quando mi annoio, penso e ripenso a come combinare qualcosa di stravagante. 

Per esempio, come realizzare un duplicatore di focale fotografico con una Barlow astronomica.

Era da un pò che la Barlow della Baader attirava la attenzione, cercando di capire come avrei potuto sfruttarla meglio. E dato che ultimamente mi stavo annoiando parecchio, con un pò di fantasia ho deciso di mettermi al lavoro utilizzando quello che avevo a disposizione in casa, curioso di vedere cosa sarei riuscito ad ottenere.

La lente Barlow 2.25x della Baader

Di prove della Barlow 2.25x Baader potete trovarne molte in rete, è di dimensioni molto contenute e questo mi ha fatto immaginare il possibile adattamento. Ho pensato di utilizzare degli anelli macro con innesto Canon EOS, regolabili in lunghezza, potendo fare poi le prove necessarie per trovare la messa a fuoco ad infinito. Per bloccare la lente ho utilizzato del neoprene, cercando di fare un taglio circolare più preciso possibile (ma comunque stretto per comprimere la lente). Ho realizzato due anelli da 5mm di spessore in modo da avere una presa perfetta tra distanziale e lente. Vi assicuro che non si muove di un solo millimetro neanche colpendolo, il neoprene è perfetto, oltre ad essere di colore nero e quindi oscurante.

 Come è mia abitudine, il primo lavoro è sempre esteticamente   pessimo (e poi di solito rimane cosi), ma quello che mi interessa è che funzioni! Ora, il problema successivo è stato calcolare le distanze: è bastato muoverlo leggermente fino a trovare la messa a fuoco ad infinito, ma bisogna dire che il Baader nasce anche per essere montato su un adattatore T2 alla fotocamera, per usarlo a fuoco diretto, e questo ha facilitato le cose. Provandolo su un obiettivo 35mm vintage (con adattatore EOS), ho riscontrato una "compressione" della messa a fuoco, cioè raggiungevo il fuoco infinito già a metà corsa, ma il mio scopo è usarlo sul Kowa e le prove le lascio alla fine del post. Un altro problema è che gli anelli utilizzati sono connessi a vite, quindi non è detto che nel  montaggio finale la fotocamera sia dritta... beh, su questo sono stato fortunato, stringendo gli anelli ho ottenuto un angolo di pochi gradi, ho lasciato quindi leggermente allentati gli anelli che ho poi bloccato con del nastro nero, cosi non rischio di far cadere per terra nulla. Ovviamente questo è ancora il lavoro di prova, la mia idea sarebbe quella di utilizzare dei distanziali con contatti elettrici e collegare poi un obiettivo da duplicare, per vedere come si comporta, sia con attacco Canon (con il Sigma MC-11), sia con Sony.

come si presenta il duplicatore lato obiettivo

Questo invece è il lato fotocamera, prima dell'adattatore Canon Sony

Ho fatto degli scatti di prova a circa 20 metri ed ho utilizzato per il confronto un vecchio duplicatore KENKO 2X TELEPLUS MC7, di cui conosco già i difetti. Tanto per avere un'idea delle dimensioni finali del duplicatore DIY, aggiungo alcune foto:


Duplicatori a confronto: Kenko vs Baader DIY lato obiettivo


Lato posteriore. La Baader è davvero molto stabile, è bastato fare dei fori più piccoli.

Per le dimensioni ci siamo, regolare l'altezza della Baader non è un problema ed il neoprene schiacciato all'interno degli anelli comprime la lente mantenendola davvero ferma.

Ma.... i risultati?

Ho fatto quattro scatti: uno con il Kowa a 500mm, uno con Kenko 2x, uno con Baader 2.25x e poi uno con entrambi (potevo forse resistere??); poi ho ritagliato le quattro foto in modo da avere tutte lo stesso dettaglio; hanno misure diverse ma il confronto vuole mostrare se è meglio duplicare oppure ritagliare.
Tutte le foto (da RAW) hanno NITIDEZZA (sharpen) = 0 e regolazioni di luminosità standard


PRIMO SCATTO: Kowa 500mm F/8, 1/500sec, ISO100

Kowa 500mm f/8




SECONDO SCATTO: Kowa 500mm F/8 + KENKO 2x, 1/160sec, ISO100
Kowa + Kenko




TERZO SCATTO: Kowa 500mm F/8 + BAADER 2.25x DIY, 1/100sec, ISO100
Kowa + BAADER




QUARTO SCATTO: Kowa 500mm F/8 + KENKO 2X + BAADER 2.25x DIY, 1/100sec, ISO500
Kowa+Kenko+Baader


... c'è un ospite sul bullone.

A occhio sembra che il Baader vada molto meglio del Kenko. Ma anche la combinazione dei due restituisce un buon risultato, considerato che è ancora da lavorare in post produzione.
Ora i ritagli, che sono solo dimostrativi e sono presi direttamente dagli scatti precedenti:


Kowa 500mm


Kenko 2x



Baader 2.25x


Kenko + Baader




POSTPRODUZIONE del 3° scatto

Post Produzione Baader

Sono tutti scatti validi, ma il miglior rapporto luce/qualità, contrasto, dettaglio mi sembra ancora il Baader.

Bene, le conclusioni....


è un buon duplicatore, pensato e ottimizzato per essere collegato ad altri obiettivi Baader. Per questo non mi sarei aspettato questo risultato. E poi, il fai-da-te da sempre soddisfazione. Ho voluto fare un esperimento tanto per divertirmi un pò, e per essere sinceri ho impiegato più tempo a fare gli scatti che a realizzare il duplicatore, quindi davvero semplice.



Ora però sto seriamente pensando di montarlo su tubi macro NON a vite, con contatti elettrici possibilmente Sony e poi provare con degli obiettivi tradizionali, sono davvero curioso di vedere come potrebbe rispondere un Tamron 28-75 f/2.8...


Considerazioni finali...

Penso che la distanza dal sensore si possa ancora regolare per ottimizzarla al Kowa, farò altri scatti per valutare.

Poi, insieme al neoprene, vorrei realizzare due spessori rigidi in plastica posizionati sopra e sotto il neoprene stesso, che permetta di mantenere la lente in posizione perfettamente centrata e allineata, sfruttando magari la filettatura per gli obiettivi.

Provata sulla Sony A7II in full frame vignetta, quindi solo per APS-C.

Ovviamente, in attesa di realizzare questo post ho fatto altri scatti all'aperto con entrambi i duplicatori (oltre 3000mm equivalenti), per ora soltanto su soggetti fissi a lunghissima distanza. Non vorrei spoilerare troppo, ma nel prossimo post vorrei parlare della tecnica astronomica multiscatto per eliminare le aberrazioni dell'aria, che ho già provato e vi posso assicurare che il primo soggetto testato a 7,5 Km è stato più che una sorpresa. Ne parleremo meglio...

Spero che il post vi sia piaciuto, come al solito declino ogni responsabilità se volete imitarmi, ma se qualcuno vuole farlo realizzando un video su YouTube, se nominasse questo blog ne sarei felice. 

E lo stesso vale se condividete il post, questo blog nasce per divertirsi insieme e anche per non farvi fare errori che ho già fatto io....

Grazie a tutti, al prossimo post!
 















venerdì 7 gennaio 2022

Conoscere nuovi canali youtube

 Un saluto a tutti! brevissimo post per condividere con voi un canale youtube che ho scoperto da poco. Ottimi video, ottima qualità e soprattutto digiscoping!

Il canale youtube è di Ron, lavora con uno Swarovski da ben 115mm e mi piacciono moltissimo i suoi lavori.

Spero che i suoi video possano aumentare la curiosità di chi vuole conoscere meglio questa tecnica, lascio il link e un invito a seguirlo numerosi:


Ron Schuddeboom Digiscoping


Buona visione a tutti!


Stefano

martedì 9 novembre 2021

Prove di Digiscoping

Un saluto a tutti, questo è un breve post sull'uscita che ho fatto ieri pomeriggio per qualche scatto di prova. Il luogo è il Montello (provincia di Treviso) e il soggetto è un'antenna sul Pianezza, a circa 14Km di distanza (misurati con Google Earth funzione righello).

Volevo fare degli scatti autunnali, ma visto il panorama che avevo a disposizione ho voluto subito approfittarne. 

Il sistema era composta da Kowa TP556, prisma Baader, oculare Baader zoom 8-24 Mark III e proiezione a fuoco diretto sul sensore della Sony A7II (purtroppo non avevo con me la A6400). 


Sony A7II @ 28mm f/8- Segnato in rosso il punto fotografato.








Ho fatto varie prove con lo zoom tra i 12 e i 20mm, mentre per il diaframma ho scelto tra F8 e F11; la foto invece è stata scattata con 1/60, ISO 320 e diaframma F9.5, con lo zoom impostato a 12 mm. 

Ho fatto degli scatti anche con la Barlow Baader, ma il maggiore ingrandimento non ha portato ad un miglioramento dei dettagli, inoltre aumenta il problema della polvere: assemblare il tutto all'aperto non aiuta.

I due scatti sono rispettivamente il file grezzo ritagliato e quello leggermente ripulito e migliorato in  nitidezza e contrasto. 






Per i prossimi esperimenti voglio fare delle prove con un obiettivo connesso, senza fuoco diretto sul sensore. Vorrei anche provare con il Celestron e senz'altro con la A6400 in modo da ottenere più ingrandimenti, speriamo nei prossimi giorni. Un saluto a tutti.

martedì 12 ottobre 2021

Visitate L'Oasi di Gaggio!

 E' passato un po di tempo, dall'ultima uscita all'Oasi di Gaggio. Domenica scorsa ho cosi voluto visitarla, e devo dire che è stato emozionante riscoprire un luogo che non è per niente invecchiato, anzi!

 Ho potuto infatti gustare una bella passeggiata sul perimetro dell'Oasi e, grazie  all'egregio lavoro dei volontari, ho ritrovato un luogo rinnovato, pulito e curato:  proseguono infatti i lavori per la sostituzione delle vecchie barriere fatte di canne, cadute e marcite in più punti, con tronchi di durata decisamente maggiore e più belli. Lavori attualmente in corso, che comprenderanno anche i capanni coperti che in alcuni casi necessitano di manutenzione importante.




Una bella novità che sicuramente inviterà un pubblico più giovane a conoscere meglio la Natura è la casa delle api, inaugurata proprio sabato scorso, che si unisce ad un percorso didattico già interessantissimo, riguardante non solo la fauna attraverso vari pannelli informativi, ma anche la flora identificandone piante e piccoli alberi ancora giovani.




Davvero un luogo che non da l'impressione di aver accusato il danno della pandemia, anzi, sembra piuttosto che abbia raccolto la voglia e le energie di chi vuole ripartire, dimostrato con il grande impegno dei volontari.


Ovviamente, non poteva mancare una sosta nel primo capanno del percorso, sperando in un incontro fortunato e... cosa dire? il martino non ha perso occasione di mettersi in mostra a pochi metri da noi, su uno dei posatoi, tanto vicino da riempire il fotogramma con il Kowa  a 500mm e la Sony A6400... troppa fortuna, troppo vicino!





Tanta è stata la sorpresa che sulla prima foto non mi sono neanche accorto della copertura mimetica caduta davanti alla lente.... comunque, in un'ora circa, ci ha regalato altri due passaggi dove ho avuto modo di poter lavorare a 350mm, anche se questa volta ha scelto il posatoio più lontano!





Cosa aggiungere? Consiglio senza dubbio di visitare l'Oasi Lipu di Gaggio, pregandovi di curare l'abbigliamento con colori "tranquilli" e rispettando il silenzio per non disturbare gli animali che sostano (perché i padroni di casa sono loro, non noi!). 

Le informazioni, orari e contatti sono facilmente reperibili in rete. 

Vi auguro buona passeggiata, a presto.

Stefano

lunedì 5 aprile 2021

Trattamento antiriflesso del telescopio

 Il Celestron C5 continua a farmi da cavia, con lui ho imparato davvero tanto. 

Era da un pò che volevo fare un esperimento di rivestimento interno al vecchio C5, spinto dalla curiosità che alcuni siti mi avevano trasmesso a riguardo. A detta di chi aveva già eseguito l'esperimento, il modesto miglioramento riguardava il dettaglio ottenuto in astronomia, e se la cosa aveva funzionato a loro, ho pensato che con la luce del giorno sarebbe stato ancora più evidente.

Le soluzioni suggerite sono principalmente due, una basata sulla verniciatura con prodotti professionali e una più semplice (si fa per dire) di rivestimento con tessuto adesivo. 

Ho escluso subito la prima perché se non si è dei professionisti del mestiere, è meglio non imbarcarsi in verniciature che poi magari sfogliano o peggio ancora, fare danni seri all'attrezzatura. L'interno del tubo richiederebbe prima un trattamento e poi una verniciatura omogenea a più passaggi, con corretti tempi di essiccatura, significherebbe molto lavoro per un risultato che dovrei ancora verificare. 

Ho trovato anche una tecnica che consiste nell'affumicare il tubo bruciando del cotone imbevuto nel diluente... ecco, non ne escludo l'efficacia ma mi astengo da tale esperimento che reputo poco salutare...




Ho scelto quindi la seconda soluzione acquistando un foglio di tessuto su internet. I difetti in questo caso potrebbero essere la perdita di pelucchi (che per ora escludo, è molto compatto) o di isolamento termico che allungherebbe i tempi di acclimatamento del tubo. Vi farò sapere a riguardo...

Una prova veloce come nella foto mi ha subito scoraggiato, non vedendo tutto questo gran cambiamento, ma ho pensato che bisognava almeno finire il lavoro per poterlo giudicare, e cosi ho fatto.

Ho escluso di incollare tutta la superficie del foglio al tubo, l'adesivo infatti è molto potente e una volta attaccato diventa difficile toglierlo, immaginate quindi la difficolta sull'intero tubo se si scopre che si è andati storti! Allora ho deciso di tagliare delle piccole strisce del foglio bianco proteggi-adesivo per 1cm ogni 8-10 ed ho fissato il tutto sfruttando quindi solo una piccola superficie adesiva. Può sembrare poco, ma garantisco che terminato il lavoro, muovere il tessuto è praticamente impossibile, complice anche la curvatura interna. Vedremo come si comporterà nel tempo...


Come dicevo, bisogna giudicare sempre a lavoro terminato. Non avendo fatto un taglio perfetto del tessuto, è rimasto un leggero spazio di pochi millimetri non rivestito (per essere la prima volta mi aspettavo di peggio!), ma proprio questo mi ha permesso di giudicare il rivestimento finale e devo dire che i riflessi sono stati abbattuti, come si vede nella foto. Quella striscia luminosa è infatti il rivestimento originale del Celestron, il tessuto appare molto più scuro.

Certo il lavoro sembra fatto in maniera approssimata, ma non mi disturba e se un giorno decido di fare tutto da capo, cercherò di fare un lavoro migliore.







Si, ma.... fa la differenza? 

Bene, ora vi darò le mie personali opinioni a riguardo: ho puntato su un albero a circa venti metri di distanza con condizioni di luce note (orario e condizioni meteo) e osservandone le foglie ho avuto subito la sensazione di un sensibile aumento di dettaglio, di contrasto e saturazione del verde. Mi dispiace non aver scattato foto,  ma ripeto, al primo sguardo la sensazione è stata di miglioramento. Nessun miracolo, di certo una cosa davvero leggera, ma sono contento del risultato e per ora lo lascerò li.

Per chi fa osservazione notturna non mi sento di consigliare questa modifica, non saprei dire se ne vale la pena perché risulta abbastanza complessa, ma chi lo usa di giorno come me, dove la quantità di luce è estrema per un tubo cosi aperto, allora potete farvi coraggio e provare. Ovviamente sconsiglio caldamente di aprire un telescopio a chi non ha un minimo di manualità o non lo ha già fatto qualche volta, io sul mio telescopio faccio quello che voglio e se lo rompo me la sono cercata, quindi se voi non sapete cosa fate o non volete rischiare, meglio non fare nulla. 




Spero abbiate trovato interessante il post; nella foto il nuovo arrivato, il prisma Baader-Zeiss, che si aggiunge al diagonale a specchio economico e al prisma di Amici Baader, dei quali conto di fare un post a riguardo.

Aggiungo il link al mio canale YouTube e JuzaPhoto, se avete curiosità scrivetemi pure, cercherò di rispondere al più presto.


Alla prossima




martedì 2 marzo 2021

....si ricomincia.


Dedicare di nuovo qualche ora ad una uscita presso l'Oasi di Gaggio è stato bello. Dopo molto tempo, finalmente. La domenica pomeriggio non è il massimo per fare fotografie, molta persone approfittano per una passeggiata e gli animali si allontanano. Ma i cormorani sono tranquilli sugli alti rami e un soggetto fermo è perfetto per il digiscoping. Si, perché ho voluto ricominciare da quello che è stato l'inizio di questo blog, ben 11 anni fa, dove la curiosità e soprattutto il divertimento mi hanno permesso di conoscere molto di questa tecnica fotografica. Ma questa è la prima volta che provo il digiscoping attraverso la lente di un telefono, tecnica che ormai possiamo considerare privilegiata per la qualità dei files che riescono a fornire gli ultimi prodotti nati.

La configurazione non è diversa dalle ultime volte a parte per il video: il buon caro Kowa, diagonale a specchio, oculare Baader Zoom 8-24 e supporto per mantenere il telefono. 

Questa è la foto ottenuta con il 500mm e Sony a6400 senza ritaglio, per dare un'idea della distanza.

Il diagonale utilizzato è a specchio, del tipo economico. Sto studiando una valida alternativa per spremere fino all'ultimo pixel di definizione, forse il Baader T2  90° con prisma Zeiss, ma considerato che è un prodotto per astronomia, devo valutarne i reali vantaggi nell'osservazione terrestre. Decisamente pessima esperienza con il 45° a prisma di Amici che possiedo: comoda la visione corretta ma è uno schema ottico inadeguato al digiscoping, troppa perdita di dettaglio. Lo userò soltanto per osservazione.




Ed ecco il risultato finale, dopo leggero crop ( l'iphone SE vignetta ) e un po di contrasto in più.  Per ora solo un test, la qualità dell'SE non è il massimo, preferisco decisamente la buona Canon S120 che ancora si difende molto bene, ma è un risultato che rappresenta una gran voglia di ricominciare a vivere la natura da vicino.

Prossimi esperimenti, video in proiezione di oculare e Sony a6400...proviamo il 4k?

giovedì 30 aprile 2020

Costretti a casa

E' un brutto periodo per tutti, davvero. Soltanto quando non si ha la possibilità di fare qualcosa, ci si rende veramente conto di quanto fortunati eravamo nel poterla fare prima...

Oggi ho deciso di pubblicare un nuovo video sul mio canale Youtube, una cosa che avevo realizzato per una serata di incontro fotografico e che ha girato in loop su un monitor per tutta la sera. E' un video abbastanza lento, da gustare con calma, una raccolta delle foto che avete già visto in gran parte su questo blog e che ogni volta che le riguardo mi fanno tornare la voglia di uscire e fotografare, come in questo momento in cui non è possibile.

Un video che condivido con tutti voi, che amate la Natura, e che non vedete l'ora di poter camminare di nuovo con una macchina fotografica in cerca di buoni scatti.  Buona visione!

Stefano


sabato 28 settembre 2019

volatili in metallo

Pattuglia Acrobatica italiana - Kowa @350 f11 - Sony A6000

Un anno e mezzo.

E' passato un anno e mezzo dal mio ultimo post, mi sono reso conto che tutto questo tempo è praticamente volato... Tanti gli impegni, ma anche gli interessi fotografici che si sono spostati verso il bianco e nero ( come avevo già accennato in un post passato ) e anche una realtà amara purtroppo, e cioè che la fauna di una volta non c'è più. Nella zona in cui vivo non ci sono più soggetti da fotografare, anche i pettirossi e le cince si sono ridotti ad un numero esiguo, ogni tanto si sente qualche codibugnolo, ma niente più. Sono aumentate le ghiandaie, stanno "assumendo il comando" di zone pianeggianti, forse perché il gheppio è sempre più raro. E tutto questo è accaduto in pochi anni. Fotografo meno, ma osservo di più... molto intorno a noi sta cambiando.
Gli impegni poi  non permettono grandi spostamenti, nel fine settimana si cerca più riposo che altro. 






Ma lasciare abbandonato il caro Kowa nel cassetto è davvero un peccato, e cosi ho voluto approfittare  di una stupenda manifestazione aerea svoltasi nel trevigiano per rivivere un po di divertimento del tipo "imbraccia e scatta", rigorosamente a fuoco manuale, altrimenti che gusto c'è? 



Colta l'occasione, ho voluto rendere omaggio alla mitica pattuglia acrobatica italiana e al velivolo AMX che senza fare troppo rumore, con dignità, ha saputo festeggiare i suoi 30 anni tra migliaia di ore di volo in lungo e largo, dal Canada all'Afghanistan, senza mai fare brutta figura. La brutta cosa è forse sapere che finirà la sua carriera il prossimo anno, nonostante abbia fatto il suo lavoro sempre a testa alta.



Al Palazzo dei 300 a Treviso, una breve mostra allestita in occasione della presentazione del libro dei 30 anni del velivolo AMX. Con orgoglio ho potuto ammirare le mie 11 foto sui pannelli, a cornice del modello in scala dell'AMX... è stata davvero una bella sorpresa. Un grazie speciale a Raffaele che ha allestito la mostra e un grazie speciale a Manuel che ha preparato il libro prendendo in considerazione per buona parte le mie foto.



(Le "vecchie Glorie" hanno reso omaggio con dei passaggi mostrando ancora energia da vendere e aprendo i cuori degli appassionati delle passate generazioni volanti.)

E' stato davvero bello riscattare qualche foto col buon vecchio Kowa, non cede mai. Gli ho concesso anche degli scatti con la A7, ed ha saputo restituire colori e definizione al top, come sempre.
La foto faunistica è diventata difficile per me, ma solo per una questione di tempo a disposizione, questo non significa che non sia ancora nel mio cuore: ho iniziato da li, ho imparato ad osservare ed amare la natura, spero un giorno di poterle ridare il giusto spazio che merita...