martedì 3 luglio 2012

un pò qua, un pò la...

La maggiore difficoltà nel fotografare in questo periodo è il caldo opprimente che di certo non aiuta ad essere pazienti e anche i capanni fotografici, per quanto ben costruiti, possono diventare delle saune a tutti gli effetti...grande scorta d'acqua e ancora più pazienza diventano la regola fissa per fare buone fotografie, sperando che il sudore non vada negli occhi... 
Piccolo mix di posti delle ultime uscite, tutti gli scatti sono eseguiti con Baader Scopos 66ED, doppietto apocromatico dalle eccellenti qualità. Spero in futuro di poter fare un confronto tra il C5 ed il suddetto, ovviamente in crop per fare un paragone dei dettagli. Purtroppo gli impegni lavorativi mi porteranno via per qualche mese, quindi dovrò  rimandare il tutto di un pò di tempo...a voi gli scatti. 








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sabato 16 giugno 2012

Isola della Cona in buona compagnia! (ciao Federico)

Poche righe in questo post, lasciando spazio a qualche foto in più...
Isola della Cona, Monfalcone. Uscita con Federico, con il quale sto condividendo la piccola ma preziosa mostra fotografica al negozio Primo Piano di piazzetta Giustiniani, a Treviso. Cosa c'è di meglio che poter condividere una passione? Ecco quindi il riassunto di una ottima giornata in ottima compagnia...alla prossima!
Stefano













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lunedì 28 maggio 2012

Finalmente!!! cronaca di un evento ricercato

Non so che tipo di fascino abbia sempre suscitato in me il Martin Pescatore. Nei miei ricordi di bambino c'è un disegno che ho ancora impresso nella mente, visto in un vecchio libro quando frequentavo la scuola elementare. Era solo un disegno, ma ben colorato. Mi incuriosivano i colori, la forma e avevo tanta voglia di poterne ammirare uno dal vivo. Probabilmente tutto questo mi è rimasto impresso nella mente fino a spingermi a volerne fotografare un esemplare, più di ogni altra specie, per poterne ammirare ogni più piccola sfumatura da vicino...


Uscita all'Oasi WWF di Noale, ieri mattina. E' tardi per un'uscita, le 10 passate, ma decido lo stesso di andare. Arrivato al capanno vedo che ci sono già dei fotografi, facciamo conoscenza e dopo un pò uno di loro va via. Divido così il capanno con Piergiorgio, con cui scambio volentieri due chiacchiere a tema, soprattutto riguardo al 100-400 Canon che apprezzo particolarmente per la versatilità che offre. Mostro qualche foto che non voglio ancora cancellare dalla memoria e confido che non ero mai riuscito a fotografare un Martin Pescatore tranne qualche raro caso da troppo lontano per poterlo apprezzare. A quel punto, un richiamo chiaro, preciso. E' lui ovviamente, ma non si vede nulla in giro, comunque ne constatiamo la presenza... C'è qualche airone a distanza, ho su lo Scopos66ED, focale molto più corta del C5 ma non me la sento di cambiare, consapevole dell'esperienza con i gruccioni e poi dentro di me spero che si posi un martino sul ramoscello di fronte...


Si continua a parlare rigorosamente sottovoce, ogni tanto un occhiata fuori, ci si rilassa e cala la guardia quando il buon occhio di Piergiorgio nota l'arrivo, nel più assoluto silenzio, del soggetto tanto sperato. E' un attimo, non diciamo una sola parola, solo un cenno. Punto lentamente il tele verso di lui, il cuore batte tanto forte per l'emozione che nel silenzio ho quasi l'impressione che faccia troppo rumore. E' incredibile, non speravo in tanta fortuna. Le condizioni di luce sono pessime, il sole è coperto ma una luce forte si riflette sull'acqua e manda in crisi l'esposizione della Canon. Impostati gli scatti in raw, parto con una raffica regolando sensibilmente la messa a fuoco, ho troppa paura che voli via e per questo preferisco scattare subito, senza controllare, fino a che la raffica rallenta perchè il raw è pesante. Allora aspetto, e controllo il display. Buio, non si vede bene, su di sovraesposizione allora, meglio saturare l'acqua che bruciare le ombre del soggetto. Cerco di lavorare di esperienza e di sangue freddo, non posso sprecare questa occasione solo per fretta. Ancora una raffica, poi controllo la maf attraverso il display e poi ancora qualche scatto. 


Quindi, dopo neanche un minuto che è sembrato molto più lungo, eccolo che vola via, si allontana qualche metro a pelo d'acqua e poi ritorna sul ramoscello di fronte l'apertura di Piergiorgio. Ora mi trovo più lontano, meglio così, ho un pò di campo in più. Tiro su un respiro e penso che ormai, qualche scatto di sicurezza l'ho fatto, mi calmo un po e quindi riparto. Messa a fuoco, esposizione, priorità di tempi e ISO automatici. faccio altri scatti, sempre con più calma, ma oramai è mio e la memoria della fotocamera sta memorizzando il tutto.
Poi, vola via. Ci ha concesso qualche minuto per farsi riprendere, è così che va, inutile farsi trovare impreparati. L'occasione è qui e adesso, ogni espressione successiva tipo "forse avrei dovuto regolare un pò questo e un pò quello" è inutile. Il Martin Pescatore è un esemplare eccezionale, questo sembra essere giovane. Non sta fermo, si muove rapido sul ramo, saltella e mi manda in crisi con la messa a fuoco ma non mi lascio scoraggiare.


Eccolo qui finalmente, nella prima sequenza di scatti. Ovviamente ne cercherò ancora, non potrei mai stancarmi di questo piccolo campione, troppo affascinante nei colori e nelle tecniche si caccia, pardon, di pesca. Tornerò ancora in quel di Noale molto presto, anche se ho atteso circa due anni prima di fotografarne uno decentemente. Certo, se mi fosse capitato ancora tempo fa, probabilmente non avrei acquisito l'esperienza sufficiente a puntare e scattare velocemente con un sistema completamente manuale come il mio....e a tal proposito...nelle mie varie uscite ho avuto modo e piacere di conoscere tanti appassionati fotografi. Mi hanno tutti trasmesso esperienza ed entusiasmo e a tutti loro sono grato. Poi, più di qualcuno mi ha chiesto molte informazioni riguardo la mia strana attrezzatura confessando che la loro scelta è spesso ricaduta su ottiche dalle focali contenute per via dell'eccessivo costo dei tele più potenti.
E così mi trovo a spiegare, sempre con entusiasmo, che la focale può essere non sacrificata se si punta su attrezzature come la mia, perdendo però automatismi di ogni genere. 
E' questa la scelta che ho fatto io.
La possibilità di spendere una cifra considerevole per un'ottica di qualità con stabilizzatore ottico, messa a fuoco precisa e rapida, dettaglio alto oppure spendere zeri in meno e avere comunque fotografie di una certa qualità poi non proprio da buttare. Certo, meglio di un crop ad un 70-300mm. 
Ovviamente, anche io punto ad un ottica di qualità, ma solo quando avrò spremuto dai telescopi tutto quello che possono offrirmi. E poi, avrebbe davvero senso comprare un tele costoso e non avere neanche le basi per un pò di fotografia in manuale? Quando ottengo una foto di qualità, questo è il mio maggior divertimento.

   

Finalmente l'ho fotografato. E questo è solo l'inizio, voglio di più e meglio. I miei ricordi di bambino prendono finalmente forma e colore...
Un saluto particolare a Piergiorgio che mi ha accompagnato in questa piccola avventura. Alla prossima!
Stefano

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domenica 13 maggio 2012

Ritorno all'Isola della Cona con un nuovo arrivato





Non inizio mai un post pubblicando subito una bella foto, ma stavolta ho pensato che ne valeva la pena..
Un ritorno piacevole a Monfalcone, anche per rifarmi della disavventura della prima volta, quando il C5 è caduto a terra scollimandosi a dovere, ma nulla di rotto per fortuna. Questa volta ho però portato con me anche un piccolo tele dalle potenzialità notevoli. Sto parlando del Baader Scopos 66ED, un doppietto apocromatico dalle dimensioni contenute, con focale 400mm f/6. Ho voluto corredarmi di questo piccolo tele per le corte distanze, dove il C5 impedisce a volte, a causa dei tanti ingrandimenti,  di prendere completamente il soggetto nella foto. Collegato al sensore APS-C della Canon, offre una focale di 640mm. La messa a fuoco è precisa e la profondità di campo molto buona, coprendo completamente un soggetto di piccola taglia alla messa a fuoco minima. Ci vuole però una piccola prolunga per la fotocamera a fuoco diretto, questo permetterà di ridurre la distanza di messa a fuoco e avendo lo stesso passo della culatta del C5, il passaggio da un tele all'altro è relativamente veloce. Non vorrei paragonare il C5 con lo Scopos, sono due macchine diverse e pertanto con caratteristiche diverse, tuttavia sulla corta distanza credo che in alcuni casi convenga fare un buon crop ad una foto con lo Scopos piuttosto che usare il C5.

Per chi andrà nei prossimi giorni all'isola della Cona, alla foce dell'Isonzo, consiglio vivamente di fermarsi al primo punto di osservazione, appena lasciato l'ingresso: si potrà osservare un piccolo terrapieno a circa 20 metri dove hanno nidificato dei gruccioni. Diciamo che per la posizione del sole, il momento migliore di osservazione è nel pomeriggio, ma se si ha la fortuna che ho avuto io, a circa cinque metri ci sono dei rami appositamente posizionati per questo genere di foto.


Proseguendo lungo il sentiero si mantiene il sole alle spalle e ci sono altri punti di osservazione. Tutte le foto di questo post sono state fatte con lo scopos a fuoco diretto, il piacere di usare un pezzo nuovo ha sopraffatto il bisogno di ingrandimenti che il C5 offre, in una zona d'osservazione che copre distanze anche elevate a campo aperto. C'è poco da fare, il dettaglio è davvero notevole. E' un piacere inquadrare e scattare, la messa a fuoco non è comoda come quella del C5 ma la demoltiplicazione 1:10 è precisa e fluida. Mi è servito un pò di tempo per regolare la macchina in base ai nuovi parametri, le foto mi venivano un pò sovraesposte, è stato difficile anche affidarsi al display in piena luce del sole.



A pochi metri dalla rana, un Cavaliere d'Italia tutto intento a cercare cibo, immergendo completamente la testa nell'acqua. Ho visto più di qualche esemplare ed ho assistito anche ad un piccolo scontro tra due.
Dopo un altro giro, decido di tornare indietro a controllare i gruccioni. All'andata li avevo osservati da lontano, ero pronto a fotografarli a quella distanza senza utilizzare il C5. Ho eseguito qualche scatto anche utilizzando un duplicatore Kenko 2x e anche con questo accessorio la definizione rimane alta. 
Improvvisamente, mentre ero preso dagli esemplari lontani, mi accorgo della coppia giusto a circa 5 metri e quindi ho avuto tutto il tempo per regalarmi una notevole quantità di scatti in RAW e filmati in full HD che spero di pubblicare presto sul mio canale youtube.


Sono degli animali fantastici, nel tempo in cui sono stati li, ho visto quello di sinistra partire e tornare più volte con delle prede che ha anche offerto alla presumibile compagna di destra. In quanto a gusti, devo dire che non disdegnano alcun tipo di insetto, mangiando tranquillamente anche delle vespe.


Insomma, l'uscita di questa volta è stata davvero positiva. Ho avuto modo di provare il mio ultimo acquisto e l'ho fatto su un animale che considero uno dei più belli e che si è posizionato in posa perfetta. La sorpresa più grande è stata quella dello Scopos, non mi aspettavo tanta qualità ad un prezzo così contenuto. Ho gìa fatto delle prove con il Baader zoom, credo che sia una combinazione perfetta ma manca nel mio corredo un buon prisma raddrizzatore a 45° di quelli che si avvitano direttamente sul telescopio, garantendo una buona robustezza che è fondamentale se non si vuole rischiare una caduta accidentale della fotocamera.
Concludo aggiungendo un'ultima foto che mostra i colori di questo animale così speciale. Spero davvero di essere così fortunato..più spesso!




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martedì 1 maggio 2012

la collimazione, questa conosciuta..

Con questo post cercherò di spiegare secondo la mia esperienza personale un modo semplice di collimazione del C5 nell'uso terrestre e, di conseguenza, dei telescopi basati su schema ottico Shmidt-Cassegrain. Non vuole quindi essere una guida, rimando pertanto, a chi cerca qualcosa di più tecnico, alle innnumerevoli e valide guide presenti in rete...

Gli astrofili sanno benissimo che quando si comincia ad osservare il cielo, una verifica della collimazione è d'obbligo, dopo il giusto tempo di acclimatamento, per ottenere il massimo delle prestazioni dal proprio sistema. La procedura consiste nel puntare una stella per poi sfocare l'immagine e verificare la concentricità degli anelli che si vengono a formare, una geometria non concentrica mostra un errore di asse tra lo specchio primario (fisso) e il secondario (più piccolo, regolabile).

Ma per chi come me ne fa uso terrestre per birdwatching, è un pò difficile trovare delle stelle di giorno. Ed è qui che mi sono dovuto inventare (visto che non ho trovato nulla in rete) qualcosa di funzionale per la verifica anche di giorno, senza dover preparare il tutto la sera prima (sperando in un cielo stellato e non coperto da nuvole).

 L'idea mi è venuta osservando il classico sfocato ad anelli del catadiottrico sulle foto fatte in ambiente d'acqua con il sole riflesso sugli schizzi e le gocce a distanza, così ho preso una classica biglia e ho provato a sfocare il sole riflesso, il risultato è stato positivo. Dopo la biglia sono passato a delle mezze sfere di vetro, di colore blu, usate normalmente per il fondale degli acquari, essendo scure offrono un contrasto maggiore. Ma bisogna fare attenzione che la riflessione non avvenga su qualche difetto del vetro. In teoria si possono usare anche delle sfere d'acciaio, riflettono bene e sono geometricamente perfette per il nostro scopo, appena ne trovo qualcuna farò delle prove.
Quindi, puntando sulla biglia si va poi di fuori fuoco, agendo sulle tre viti di regolazione poste sul secondario. Premetto che non vi dirò da che parte girare le viti a secondo dell'errore, basterà un pò di pratica per capirne il meccanismo. Una cosa importante che non ho trovato nelle altre guide è che le tre viti devono mantenere sempre un certo serraggio. Mi spiego meglio..ho eseguito una collimazione poco tempo fa, la vite superiore era molto allentata, questo ha provocato una scollimazione da li a breve, soltanto trasportandolo su una spalla. Quindi, il mio metodo è quello di serrare le tre viti (non al massimo, mi raccomando!), dare un quarto di giro a svitare per poi cominciare a regolare. Allentare una vite e serrare le due opposte dello stesso grado, cioè se per esempio devo dare mezzo giro ad una vite, allora darò un quarto alla vite da regolare e l'altro quarto alle due opposte, in senso opposto naturalmente; questo per evitare che, allentando continuamente, non si smonti lo specchio secondario e cada all'interno del tubo. La cosa richiede tempo e pazienza, sfuocando prima in intrafocale e poi in extrafocale e verificando continuamente con diversi livelli di sfocatura la concentricità che dovrà essere costante.




Nella sequenza si possono vedere i cerchi concentrici. Mi dispiace non postare delle foto degli anelli non concentrici, il C5 era già collimato e non me la sono sentita di scollimarlo di nuovo per fare altre foto,perciò  accontentatevi... ;-)
Ho usato il metodo del fuoco diretto senza oculari. Tuttavia un maggiore ingrandimento permette più precisione, ma attenzione a mantenere l'anello di luce perfettamente al centro dell'oculare, se il vostro deforma ai bordi potrebbe dare forme geometriche falsate e tanto tempo sprecato. 
Usate più biglie e verificate la concentricità su tutte, questo vi permetterà di sapere se una biglia dà uno sfocato di geometria errata, ma sarà sufficiente capire quale prendere come riferimento e continuare su quella. In questo caso ho usato due biglie, ma più biglie danno una media maggiore di precisione. Una volta collimato, il telescopio restituirà immagini davvero contrastate, quindi prendetevi il tempo che vi serve. Ma lavorate con il telescopio all'ombra, si scalderebbe alla luce diretta del sole restituendo un'immagine non stabile a causa delle microturbolenze dell'aria all'interno. 
Un vantaggio importante di questo tipo di collimazione rispetto alle stelle è che non soffre della rotazione terrestre, costringendo alla regolazione continua della posizione del telescopio a meno che non si abbia una montatura motorizzata, ma allora saremo atrofili, non birdwatcher, e quindi non serve farla di giorno. Altro vantaggio, si può eseguire praticamente in ogni luogo, basta una decina di metri di spazio e qualche biglia nello zaino.

distanza 30 metri circa, 1/160sec, ISO100,-0.3EV









La foto sopra vuole mostrare un buon contrasto d'immagine a collimazione avvenuta. In caso di sistema scollimato, la messa a fuoco diventa difficile e appare un classico alone opaco nelle foto.
Mi raccomando lavorate con consapevolezza di cosa state facendo e prima di toccare qualcosa consultate più guide; il sottoscritto non si assume alcuna responsabilità per i danni che potreste arrecare al vostro telescopio (perchè ne ho già fatti abbastanza al mio, eheh), ho soltanto voluto mettere a disposizione un pò dell'esperienza che ho fatto sul campo per fare in modo che qualcuno non ripeta i miei stessi errori. Spero quindi che sia interessante o utile a qualcuno...
Sto dimenticando qualcosa?...ah, si...naturalmente, avrete bisogno di una buona giornata di sole...
Stefano

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