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giovedì 10 aprile 2014

all'Oasi di Gaggio

Dopo un lungo periodo di fermo, sono tornato subito alla mia normale attività fotografica. E' rilassante, è bello stare tra la natura, è importante osservare e apprezzare ciò che normalmente abbiamo intorno, ma che la nostra vita quotidiana non ci permette di osservare. Un salto all'Oasi di Gaggio è stato d'obbligo e mi ha permesso ancora una volta ottimi scatti.
Picchio Rosso, 500mm a f/5.6, 1/800sec ISO200

 Un largo anello di qualche chilometro permette di fare una bella passeggiata, e i tre capanni più la torretta offrono un ottimo riparo a chi ama osservare senza disturbare e soprattutto fotografare con tranquillità. L'oasi è sotto la continua cura degli addetti che oltre ad essere ben preparati, dedicano davvero molto del loro tempo per tenerla in ottimo stato. Ed è anche con loro che passo sempre volentieri il mio tempo, e grazie a loro se la mia passione per la fotografia e la natura aumenta ogni giorno.

Un piccolo capolavoro l'ultimo capanno costruito, sole alle spalle, postazioni con tanto di vite di fissaggio per teste cavalletto, vetri oscurati per le osservazioni e di fronte, a pochi metri, una vasca con acqua e posatoi vari, ben pulito e curato. E da qui ho potuto fotografare con facilità questo esemplare di Picchio Rosso, per niente disturbato dalla nostra presenza. Ogni volta è un'emozione, molto schivo e pronto a volare via al minimo rumore... primi scatti con il 500mm, so che è meno luminoso ma mi permette di rubare qualche piccolo dettaglio in più. Ammetto però che dopo tanto tempo senza fare fotografie mi sento un pò arrugginito, soprattutto nella messa a fuoco...dopo qualche scatto vola via. Quindi, decido per passare alla configurazione 350mm, più corto ma luminoso, e chiudo il diaframma a f/8. Mi permette più profondità di campo, quindi aspetto, tanto prima o poi so che ritorna....

Picchio Rosso. 350mm, f/8, 1/400sec, ISO500

Purtroppo, anche se la mia Canon550D mi ha regalato e ancora mi regala delle belle soddisfazioni, devo dire che odio quando scatto una raffica in RAW e sento che dopo il quinto-sesto scatto questa si ferma, intanto che la macchina salva gli scatti sulla memoria. Questo mi impedisce di continuare a scattare, a volte è davvero disarmante, l'animale è li e non posso far altro che restare a guardarlo....ma aspetto ancora, sono troppo curioso di vedere la futura 7D Mark II all'opera! pazienza Stefano, pazienza.....

Un'ultima foto documentativa, con forte crop e postproduzione data la distanza, fatta dalla torretta esterna che però non sarà raggiungibile per le prossime settimane, per non disturbare gli animali che hanno nidificato con le nostre escursioni fotografiche. Benvenuti ai piccoli appena nati....


Lascio, per chi interessato, alcune informazioni riguardanti l'oasi: la pagina facebook e la posizione:



e ne approfitto per fare un saluto a tutto il gruppo dell'Oasi di Gaggio!

Stefano

lunedì 24 marzo 2014

Scusate per la lunga pausa...

...ovviamente non voluta! Ma il lavoro mi porta a volte lontano dal mio hobby preferito,  perciò i post seguono la stessa sorte! Spero di tornare presto, il bisogno di immergermi nella natura si fa forte, nel frattempo pubblico qualche "vecchia" foto tanto per ricominciare a respirarne l'atmosfera giusta.
Sto prendendo in considerazione l'acquisto di una  full frame come la 6D, dalla bassa rumorosità ad alti ISO, ma anche l'aggiunta di una compatta Canon S120 per riprese video in digiscoping. Tanti progetti che fanno a pugni con il portafogli! quindi vedremo in futuro cosa farò...ma ammetto che fare digiscoping puro è ancora nel mio cuore, è una tecnica troppo affascinante...





venerdì 18 ottobre 2013

una passeggiata tranquilla

A volte faccio passare molto tempo tra la pubblicazione di un post ed un altro, non tanto per la mancanza di materiale, quanto piuttosto per la mancanza della "giusta ispirazione". Mi è più facile pubblicare una foto magari semplice ma che nel momento in cui l'ho scattata ho provato qualcosa di speciale...


 Oggi ho fatto una passeggiata tranquilla a Quinto di Treviso, per staccare un pò la spina dopo una settimana pesante. Vado spesso li, certo che qualche scatto buono lo porto sempre a casa.  Le giornate si fanno più corte, ed il sole al tramonto fa risaltare i colori dell'autunno ancora tiepido. 
Mi sono fermato sulla passerella di legno, vicino al mulino, perdendomi un pò ad osservare la gente intorno a me, qualcuno in bicicletta, qualcun'altro con un bambino a tirare pezzetti di pane ai cigni.
Così ho fatto una serie di scatti "facili" che mi hanno permesso di apprezzare quel momento di tranquillità che ultimamente mi capita sempre più di rado... 



Dopo la chiusa dove il vecchio mulino ancora gira lentamente il rumore dell'acqua si sente, ma non è fastidioso, anzi. Le folaghe ogni tanto si azzuffano, sopra di loro qualche gabbiano in volo.
C'è anche qualche tuffetto ma si tiene sempre a distanza, schivo com'è...
Mi sposto qualche metro e noto che i riflessi sull'acqua sono bellissimi, bisognerebbe scattare fotografie continuamente per immortalarli tutti.
Ormai la luce è scarsa, meglio rientrare, ma resto ancora qualche minuto per godermi il paesaggio, ne approfitto per scattare le ultime foto ad una gallinella d'acqua prima che le anatre arrivino a disturbarla, e poi me ne torno verso casa. 



E' questo un'altro piacevole effetto della fotografia, permette di immergersi nella natura, di osservare ed apprezzare tutto quello che ogni giorno guardiamo distrattamente solo perchè è sempre li davanti ai nostri occhi, animali a cui non facciamo caso, quegli stessi animali che dovremmo imparare ad osservare con gli occhi di un bambino, con curiosità e voglia di scoprire, perchè rappresentanti di un mondo fantastico. Forse dovremmo fermarci a tirare qualche pezzetto di pane anche noi più spesso...
Stefano

lunedì 22 luglio 2013

una ricca estate


Nelle ultime settimane ho concentrato i miei lavori all'oasi di Gaggio, dove trovo sempre, oltre agli ottimi soggetti, anche una sempre viva compagnia.  Qualche giorno fa, però, ho fatto anche un'uscita all'Isola della Cona, dove il gruccione ha nuovamente nidificato e le ottime barriere di osservazione permettono scatti davvero notevoli, tanto ravvicinati da non poter utilizzare il Kowa in configurazione 500mm! Una carrellata quindi degli scatti ottenuti con il sempre molto gradito Martin Pescatore che non mi stancherò mai di fotografare....un saluto a tutti!

 

Libellula, Oasi di Gaggio, 500mm 1/400sec 640ISO
Sterna all'Oasi di Gaggio, 500mm, 1/1250sec, 500ISO, -1EV


Martin Pescatore, Oasi di Gaggio, 500mm, 1/200sec, ISO400

Ballerina Bianca, 500mm, 1/400, 320ISO

Rondine, 350mm, 1/640, ISO 100

Pavoncella, Foce dell'Isonzo, 500mm, 1/1000sec 400ISO

Gruccione con preda, foce dell'Isonzo, 350mm, 1/1000sec 320ISO, -0.3EV

Gruccione sottovento, foce dell'Isonzo, 350mm, 1/1000sec 500ISO, +0.3EV

venerdì 5 luglio 2013

vecchie uscite e nuove foto

Negli ultimi post ho lasciato molto spazio agli esperimenti in digiscoping, tralasciando quello dedicato alle foto faunistiche. E' così che questo voglio dedicarlo a qualche foto delle ultime uscite e qualche nuovo soggetto, come il tarabusino catturato all'Oasi di Noale. E poi il sempre molto gradito Martin Pescatore, ancora una volta a Noale, che riesce ad emozionarmi ogni volta. Poche righe quindi, a voi gli scatti...

Martin Pescatore, WWF Noale, 500mm f/5.6, 1/800sec, ISO640, -0.7EV

Airone Rosso, Cave di Gaggio, 350mm f/5.6, 1/320sec, ISO400, -0.3EV

Cavaliere, Cave di Gaggio, 500mm f/5.6, 1/1000sec, ISO100, -0.3EV

Passero Comune, 350mm f/4, 1/1250sec, ISO400, +0.7EV

Tarabusino femmina, Oasi di Noale, 350mm f/8, 1/1000sec, ISO250, -0.3EV

Airone Cenerino, Oasi di Noale, 350mm f/8, 1/2000sec, ISO100

Marangone Minore, Cave di Gaggio, 350mm f/8, 1/640sec, ISO125, -0.3EV

lunedì 27 maggio 2013

fuoco diretto Vs digiscoping

Meglio fuoco diretto e poi crop, oppure digiscoping?
Quando ho iniziato a scattare in digiscoping con il mio Maksutov 90/1250, la scoperta di poter ottenere così tanti ingrandimenti in maniera tanto semplice mi ha riempito di entusiasmo. Ho così intrapreso un cammino fatto di esperimenti e prove, dedicando tanto tempo ed energie alla ricerca della condigurazione ottimale: tanta focale e ottima qualità. Ma a distanza di tempo, la passione per l'ottica ha lasciato il posto alla passione faunistica, portandomi a ricercare più la qualità e la definizione per poter apprezzare meglio gli esemplari fotografati.
Tuttavia, la curiosità di fare una prova tra digiscoping e fuoco diretto c'è sempre stata, quindi ho voluto fare un semplice test. Dando un'occhiata alle cinque foto in sequenza viene naturale pensare che per ottenere più dettagli del soggetto è sufficiente usare ingrandimenti maggiori, ma alla fine del test qualche sorpresa c'è stata.

Premetto che questo test è solo per soddisfare una mia curiosità, che il mio sistema digiscoping non è lo stesso di tanti altri, che l'oculare utilizzato è adattato al cannocchiale in maniera artigianale e non previsto in configurazione di fabbrica, e che quindi il risultato ottenuto in questo test è senz'altro diverso da altre configurazioni che possono dare risultati migliori e/o comunque diversi.

Kowa TP556, Baader Hyperior Zoom, Canon 50mm f/1.8 e Canon 550D. A destra i due adattatori TX07 e TX10
L'attrezzatura interessata è un cannocchiale Kowa Prominar telephoto lens, un adattatore Kowa 350mm TX07, uno 500mm TX10, un adattatore Nikon/31.8mm, un raddrizzatore prismatico Celestron, un oculare Baader Hyperior Zoom 8-24mm, un obiettivo Canon 50mm f/1.8.


350mm fuoco diretto

500mm fuoco diretto


20x digiscoping

41x digiscoping

62x digiscoping

Le foto sopra, postate senza crop per mostrare gli ingrandimenti, sono state scattate in priorità di diaframma, con ISO fisso a 100, esposizione -0.3EV, lasciando decidere alla macchina i tempi di scatto. Solo nella prima foto l'esposizione è a 0EV, ma per mio errore.
 Le configurazioni a confronto sono due a fuoco diretto (350mm f/4 e 500mm f/5.6) e tre in digiscoping (24mm, 16mm, 8mm su obiettivo Canon 50mm f/1.8) con diaframmi a tutta apertura.
L'oggetto fotografato è un barattolo di latta a 10 metri. Le foto sono state scattate in RAW, lavorate in TIFF e quindi trasformate in JPG per essere pubblicate sul blog.

350mm f/4 fuoco diretto, 1/2500sec

500mm f/5.6, 1/2000sec

digiscoping, 24mm (20x), 1/400sec

digiscoping, 16mm (41x), 1/200sec

digiscoping, 8mm (62x), 1/100sec

Dato che lo scopo di questo test è capire dove posso ottenere la qualità migliore, ho fatto un crop di pari "area" a prescindere dagli ingrandimenti. Finora, le foto a fuoco diretto hanno dato la meglio, senza contare che i tempi sono molto più rapidi, permettendo quindi scatti migliori a parità di luce.
 Ma si sa, nella fotografia digitale non è "reato" migliorare un po definizione, contrasto e colore con i vari software di fotoritocco, soprattutto nel digiscoping. Quindi ho voluto tentare un miglioramento tra le tre configurazioni tipo: 500mm, 20x e  62x.

500mm


20x

60x 
Pessimo tentativo di miglioramento...
Contrasto, luminosità, maschera di contrasto e riduzione rumore sono stati usati nella configurazione digiscoping. Soltanto luminosità e contrasto in quella a fuoco diretto. Anche in questo caso, mi sento di dover dire che a fuoco diretto è migliore del 20x e del 60x, senza dimenticare l'enorme differenza dei tempi di esposizione. 

Riassumendo.....

nella configurazione provata, la soluzione a fuoco diretto è risultata la migliore. Ovverosia, mi conviene lavorare a fuoco diretto e fare un bel crop per poter ottenere una foto "documentativa" di ottima qualità. Ovviamente, la prova ha solo valore indicativo e non può essere presa come riferimento per paragoni con altri sistemi. Il digiscoping è pieno di variabili, quali possono essere gli accoppiamenti tra ottiche non studiate per questo scopo, o l'utilizzo di una compatta anzichè una reflex. Un oculare Kowa darà risultati senz'altro migliori di un Baader, ma anche un oculare Baader 17mm dovrebbe avere migliore resa ottica del Baader zoom.
Ci sarebbe molto altro da dire  e molte altre prove da fare, ma questo è e rimane solo un test per soddisfare la mia curiosità. 
Per ultimo, mi permetto di dare un consiglio: chi si avventura nel digiscoping deve essere consapevole che oltre ad avere molte soddisfazioni, dovrà anche essere pronto a sperimentare e provare quanto più possibile prima di trovare la soluzione ottimale. E che non diventi motivo di frustrazione, ma che sia sempre un divertimento dettato dalla  passione per la fotografia e per la Natura.

Stefano.

giovedì 16 maggio 2013

un confronto veloce: Kowa vs Canon 600mm

E' sempre stata, ovviamente, una mia grande curiosità, quella di poter confrontare la qualità delle lenti Kowa rispetto a obiettivi professionali di classe decisamente superiore. Così, quando l'amico Luigino Busatto (che ringrazio) mi ha invitato a fare qualche prova, non ho esitato un attimo. Ma non mi sono concesso troppi scatti, avrei potuto prenderci gusto....
 Non esiste ovviamente paragone tra i due,  ma tanto per divertirmi un pò ho voluto fare questa semplice prova che mostro di seguito. Le due foto sono state eseguite con la stessa fotocamera Canon 550D, in RAW e priorità di tempi (1/1600sec) a tutta apertura di diaframma (f/4 per il Canon, f/5.6 per il Kowa), ISO automatico (ISO400 con il Canon, ISO500 con il Kowa) e sottoesposte a -0.3EV. Purtroppo le ho convertite in JPG per poterle pubblicare qui. Non sono state ritoccate, ne croppate.
Lascio a voi il giudizio degli scatti, io non potrei darne uno imparziale, posso solo dirvi che ho provato una doppia gioia: la prima è l'emozione che si prova ad usare un teleobiettivo Canon 600mm, la seconda è scoprire che il Kowa ha delle lenti di gran qualità.....



Canon 600mm

Kowa



Canon 600mm, crop 100%

Kowa 500mm, crop 100%



lunedì 8 aprile 2013

di nuovo video

Una delle cose che più mi affascina del digiscoping è la ripresa video. Questa non necessita di altissima qualità come deve essere uno scatto fotografico, e nello stesso tempo "immortala" non un momento ma un tempo variabile di momenti, a volte assolutamente unici. 
Facendo un giro sul mio canale Youtube ( qui ) mi sono accorto che il numero dei video caricati è arrivato a 30, però nel mio hard disk ce ne sono molti di più... voglio postare qualche video da condividere con voi, alcuni dei quali, nella loro semplicità, rappresentano per me grande motivo di soddisfazione, anche perchè tornando indietro nel tempo rivivo ogni volta la mia crescita nella fotografia faunistica attraverso l'uso di "obiettivi non convenzionali".

domenica 10 marzo 2013

Un lento ritorno al digiscoping

adattatore, prisma e oculare
E' da tanto che ci penso ed i miei primi post testimoniano la mia origine: il digiscoping. Tutto cominciò con un maksutov 90, veramente un bel telescopio, piccolo e robusto, e grandi soddisfazioni. Poi la ricerca della qualità e della definizione mi ha portato, lentamente, a scegliere quello che definisco l'acquisto finale, il Kowa TP556. A sistema modulare, permette il collegamento a fuoco diretto con la fotocamera oppure, attraverso un prisma proprietario, l'utilizzo degli oculari Kowa. La fotografia a fuoco diretto è ovviamente molto più pulita e ricca di colori e dettagli, ottima a distanza ravvicinata col soggetto, ma per quelli più lontani bisogna lavorare in maniera diversa, in digiscoping, appunto. Tuttavia, l'investimento previsto per un prisma e oculare è alto, circa la metà del valore del cannocchiale stesso... così, in attesa di tempi migliori, ho cercato di sfruttare il materiale in mio possesso per ottenere un buon sistema dall'ottimo rapporto qualità prezzo.
 
adattatore per oculari 31,8mm


Il Kowa 556 è composto principalmente dal cannocchiale base + un modulo che può essere a fuoco diretto da 350mm f/4, 500mm f/5.6 e 850mm f/9.6, oppure prisma+oculare a scelta ( ne esistono tante versioni, dal fisso allo zoom). L'innesto a baionetta tra il primo e gli altri è di tipo Nikon, così ho tentato l'esperimento: un adattatore da Nikon a 31,8mm (innesto per oculari telescopici), un raddrizzatore prismatico terrestre ed il Baader Hyperior Zoom 8-24mm, che dovrebbe dare una risultante di ingrandimenti di circa 20-60x.
un ottimo adattamento

 
L'adattatore l'ho trovato in un negozio in rete, da un noto artigiano produttore di molti tipi di adattatori del genere, ma un buon tornitore ne può realizzare uno valido in maniera semplice. Mi piace sottolineare la robustezza del sistema, non ci sono giochi tra l'adattatore e l'innesto a baionetta Nikon, anzi si deve usare una certa decisione fino a sentire lo scatto di chiusura. Le tre viti di fissaggio impediscono qualsiasi movimento al raddrizzatore prismatico e l'oculare è ben fissato nel suo alloggiamento. L'osservazione attraverso questo sistema è molto pulita e luminosa, assolutamente di gran soddisfazione, ma non ho avuto modo di poterla comparare con un sistema completamente Kowa.
Sistema assemblato
Il sistema è in grado di reggere tranquillamente il peso dell'oculare più la reflex con obiettivo Zenith Helios 44M-4 da 58mm f/2, decisamente non leggero.  Ho fatto qualche scatto ma non una prova seria del sistema in digiscoping, anche perchè non vedo la reflex adatta a questo scopo anche se in grado di regalare scatti di alta qualità, vedo invece meglio una buona compatta di qualità o una mirrorless con sistema di messa a fuoco interno, di dimensioni più contenute e a volte anche con lo stabilizzatore ottico incorporato. Infatti, dopo qualche anno che faccio esperimenti, ho imparato a mie spese che il digiscoping, concepito per ottenere elevati ingrandimenti, non permetterà mai fotografie al pari di un sistema fotografico puro o comunque a fuoco diretto. Tuttavia la foto documentativa (non artistica o di alta qualità) e soprattutto il videoscoping sono tecniche che godono dei vantaggi offerti da sistemi del genere, ma che quindi non richiedono più il particolare uso di una reflex, perfetta per foto di qualità ma sprecata in digiscoping.
 Un esempio pratico in rete si ha da chi usa macchine come la Nikon V1 o la Panasonic G3 e simili, piccole, compatte e dalle grandi potenzialità.
E' questa solo una mia opinione, ovviamente, e sarò pronto a cambiare idea se avrò modo di vedere il contrario. Ma credo che le fotografie che ho pubblicato negli ultimi post indichino bene la quantità e la qualità dei dettagli che si raggiunge e che qualsiasi lente aggiuntiva può solo peggiorare, figuriamoci un gruppo ottico di un oculare più quello di un obiettivo.
A volte è meglio un buon crop che molti ingrandimenti. Più luce, tempi di scatto ridotti, con tutti i vantaggi che ne seguono.
Un'ultima cosa che mi sento di dire: esistono puristi della fotografia e puristi del digiscoping e quasi sempre l'uno pensa che l'altro sia quello che sbaglia... io penso che sono due tecniche di fotografie valide e complementari. L'una completa l'altra. dove finisce la potenza del tele, entra in gioco quella del digiscoping. E' per questo che ho cercato di realizzare un sistema più versatile possibile, che mi permetta una escursione focale davvero larga e del quale non posso non ritenermi soddisfatto,  sperando come sempre di essere stato di aiuto a chi come me prova soddisfazione nel faidate ottico.
Aggiungo una foto, una cinciarella che spesso viene a trovarmi, visto che ha sempre "il piatto pieno" a disposizione. Distanza meno di cinque metri, buon dettaglio....

Cinciarella, 1/800sec, f/8, ISO250, -0.3EV. Crop 50%

domenica 27 gennaio 2013

di nuovo a Noale

Una mattinata interessante in un'oasi praticamente deserta all'apertura. Nulla di interessante sul primo capanno che da sull'acqua, oltretutto ricoperta da un sottile strato di ghiaccio... mi sono quindi spostato lungo il sentiero dove i ragazzi che gestiscono l'oasi hanno posizionato dei posatoi pieni di mangime vario. Purtroppo la poca luce ha messo in crisi la sensibilità della Canon, costringendomi a lavorare con ISO molto alti per non avere foto troppo mosse.  Tra le specie che si sono avvicinate tranquillamente, nonostante la mia presenza a pochi metri e senza mimetizzazione, cinciallegre cinciarelle e codibugnoli. Passere scopaiole e pettirossi i padroni di casa, come sempre.Una foto simpatica che riprende uno scontro tra una cinciarella ed una cinciallegra, dove la prima ha assunto una posizione alquanto insolita!


 Lasciato il posto, ho deciso di fare il giro dell'oasi. Tante le specie che ho visto, tra cui un bell'esemplare di picchio verde, varie ghiandaie sempre molto schive ed un gheppio che non ha avuto problemi a passare tra i rami e volarmi solo ad un paio di metri di distanza...ovviamente nessuna testimonianza fotografica, ahimè!
Un brevissimo incontro col Martino, a conferma della sua presenza. Troppo breve e lontano per poter ottenere una buona foto, ma che pubblico perchè é la prima che scatto con la nuova ottica.
 

Un simpatico incontro con due colleghi fotografi con cui ho condiviso il piccolo capanno a sinistra. La luce si presenta frontale nella mattina ed è fastidiosa, ma verso l'ora di pranzo il sole è più in alto a destra....
E' sempre un piacere scambiare esperienze e, seguendo la regola che si deve sempre imparare osservando gli altri, ho "copiato" la loro tecnica mantenendo inquadrato un punto fisso aspettando l'arrivo del soggetto, ovviamente attirato dal mangime. Come ho già accennato però, la poca luce non ha permesso tempi di scatto rapidi, ma come primo tentativo non mi lamento, è una tecnica che richiede tanta pazienza e che proverò a migliorare perchè da soddisfazione. Qualche esempio sotto.
....a voi quindi gli scatti, come sempre spero che vi piacciano.